Quando durante il cambio di stagione ci accorgiamo che i pantaloni o le camicie dell'anno scorso sono diventati un po' strettini abbiamo due possibilità: prendercela con la lavatrice oppure correre ai ripari mettendoci a dieta.
 
Oltre a permetterci di portare con eleganza i vecchi vestiti la dieta ideale per perdere peso ci aiuta anche a stare meglio con noi stessi e, cosa ben più importante, migliora il nostro benessere psicofisico generale.
 
I nemici più importanti che dobbiamo affrontare quando decidiamo di perdere peso sono la fretta e la pigrizia. Nel primo caso è fondamentale rendersi conto che farmaci, diete dimagranti dell'ultimo minuto ed integratori vari non rappresentano un rimedio ma un aggravante del problema.


Sebbene una dieta ferrea seguita per brevi periodi di tempo sia incoraggiante per il soggetto (l'ago della bilancia si sposta effettivamente verso sinistra) il dimagrimento è in realtà soltanto apparente (la perdita di peso è legata principalmente all'esaurimento delle scorte di glicogeno con conseguente disidratazione). Solo se la dieta viene mantenuta a lungo il calo ponderale è effettivamente legato ad una riduzione della massa grassa.
 
Ed i guai non finiscono qui...
 
Le diete fortemente ipocaloriche attaccano la massa muscolare risparmiando il grasso e ponendo le basi per un nuovo aumento di peso. Se si sceglie di seguire questa strada gli svantaggi sono numerosissimi nonostante i primi, apparenti, buoni risultati. La riduzione del metabolismo basale dovuta alla restrizione calorica si oppone alla perdita di peso e, non appena si ricomincia a mangiare normalmente, si riacquistano in poco tempo tutti i chili persi, con tanto di interessi.
 
Cicli ripetuti di perdita e guadagno di peso (diete yoyo) non fanno altro che aumentare la capacità del nostro organismo di conservare gli accumuli di adipe. Diventa quindi sempre più difficile perdere peso con la semplice dieta o attraverso l'utilizzo di prodotti dimagranti.
 
Ecco perché: UN APPROCCIO DIETETICO RESTRITTIVO (1000-1200 calorie al giorno) ASSOCIATO A SALTUARIE ABBUFFATE (ne basta anche una ogni 10 giorni) NON PUO' FUNZIONARE.
 
Il contributo della sedentarietà allo sviluppo del sovrappeso è assai rilevante. Oggi più che mai molti studiosi sono concordi nell'affermare che l'aumento di peso è legato più ad una riduzione dell'attività fisica che non ad un aumentato introito calorico. In America, per esempio, il peso medio degli statunitensi è aumentato nonostante l'apporto calorico complessivo si sia ridotto del 5-10% negli ultimi anni.
 

Nove volte su dieci un programma dimagrante basato esclusivamente sulla restrizione alimentare fallisce. Nonostante la buona volontà molte delle diete iniziate con lo scopo di perdere peso vengono infatti abbandonate in preda ad attacchi di fame che vanificano gli sforzi precedentemente compiuti.
 
L'unica soluzione a questo problema è aumentare il proprio livello di attività fisica. Un simile approccio consente in molti casi di dimagrire anche in assenza di una restrizione dietetica.
 
Gli sportivi hanno infatti un metabolismo più alto e ciò fa sì che il loro consumo energetico sia superiore anche a riposo.
 
Occorre quindi ASSOCIARE DIETA ED ATTIVITÀ FISICA PER OTTENERE I RISULTATI MIGLIORI.
 
La dieta iperproteica è un particolare regime alimentare caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati abbinato ad un elevato apporto di proteine e grassi.
 
Prima di analizzare pregi e difetti della dieta iperproteica è bene aprire una piccola parentesi sulle proteine e sulla loro funzione nel nostro organismo:
 

le proteine o protidi: (dal greco proteios, "primario") comprendono un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici.
 
La principale funzione delle proteine è quella di rifornire i tessuti degli aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento cellulare (funzione plastica).
 Le proteine hanno in particolari condizioni anche funzione energetica, ma in una alimentazione bilanciata questo ruolo è marginale. Tale processo è invece attivo durante il digiuno prolungato o nel bel mezzo di un'attività fisica impegnativa di lunga durata. In entrambi i casi gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici.
 
FABBISOGNO GIORNALIERO RACCOMANDATO

I nutrizionisti consigliano di assumere durante l'arco della giornata una quantità di proteine pari a circa il 15-20% dell'apporto calorico giornaliero. Tale dose corrisponde grossomodo ad un apporto proteico pari a 0,8-1,2 g di proteine per Kg di peso corporeo. Per garantire la corretta funzionalità dell'organismo e proteggerlo da alcune malattie queste proteine dovrebbero derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale e per 1/3 da prodotti di origine vegetale (legumi). I legumi sono infatti alimenti ricchi di fibre e vitamine che regolano la funzionalità intestinale proteggendo al tempo stesso l'organismo dalle tossine e dai residui chimici, spesso contenuti nella carne.
 
La dieta iperproteica prevede invece apporti nettamente superiori nell'ordine di 1,8-2,2 g/Kg.
 

ECCESSO DI PROTEINE NELLA DIETA: SVANTAGGI DELLA DIETA IPERPROTEICA
 
Come possiamo vedere dallo schema riportato in figura le conseguenze di un consumo eccessivo di proteine dipendono dalla quantità totale di energia introdotta durante la giornata.


In particolare se la quantità di calorie assunte sotto forma di carboidrati e lipidi è sufficiente a coprire le richieste energetiche, l'eccesso di proteine si trasforma, inevitabilmente, in grasso di deposito (dieta iperproteica e ipercalorica).
Se la quantità di energia assunta sotto forma di carboidrati e lipidi non è sufficiente a coprire le richieste energetiche l'eccesso di proteine viene invece utilizzato per ricavare energia (dieta iperproteica ipocalorica).
 In ogni caso, entrambi i processi portano ad un aumentato impegno renale necessario per l'eliminazione dell'azoto contenuto nelle proteine. Per questo motivo è molto importante associare sempre ad una dieta iperproteica un adeguato apporto di acqua (minimo due litri al giorno).
 
VANTAGGI DELLA DIETA IPERPROTEICA E IPOCALORICA
 
Una dieta ricca di proteine mantiene costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale, stimola la lipolisi e di conseguenza il dimagrimento.
 Una dieta iperproteica favorisce la secrezione di ormoni anabolici come il testosterone ed il GH. Tale effetto è importante soprattutto per chi pratica sport di potenza (rugby, sollevamento pesi, gare di sprint, culturismo ecc.). Proprio questi atleti sono tra i maggiori sostenitori delle diete iperproteiche.
 
Effettivamente un simile regime alimentare ha una certa efficacia nel favorire l'aumento di massa muscolare e la riduzione del grasso corporeo. Per tutelare la propria salute è tuttavia importante che l'iperproteicità sia soltanto uno degli aspetti della dieta e che il concetto non venga portato agli estremi. Tutte le diete che estremizzano un determinato concetto nascondono infatti dei risvolti negativi. Per questo motivo abbiamo cercato di riassumere i punti caratteristici della dieta iperproteica rivisitandoli in chiave salutistica:
 
prima di intraprendere un nuovo regime dietetico rivolgiti ad un medico specializzato per accertarti che non ci siano controindicazioni. La dieta iperproteica è controindicata soprattutto in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc.). Non è invece adatta a chi pratica sport di resistenza come la corsa o il ciclismo.