Quando si parla di stress riconoscere i sintomi più classici e caratteristici risulta fondamentale per poter intervenire tempestivamente per porvi rimedio, i sintomi somatici, ovvero fisici, più comuni e spesso segnalati dalle persone affette da eccesso di stress comprendono: disturbi del sonno, tensione muscolare, dolori muscolari, mal di testa, disturbi gastrointestinali ed affaticamento. I sintomi emotivi e comportamentali che possono accompagnare eccessi da stress includono: nervosismo, ansia, cambiamenti nelle abitudini alimentari tra cui eccesso di cibo, cambiamenti d’umore o perdita di energia ed entusiasmo, come pure irritabilità e depressione Naturalmente, nessuno di questi segni o sintomi significa per certo che il livello di stress è elevato, dato che questi sintomi possono anche essere causati da altre condizioni mediche e/o psicologiche E noto anche che, rispetto alle persone meno stressate, le persone sotto stress hanno una maggiore tendenza a comportamenti non salutari, come l'eccessivo uso o abuso di alcol e droga, fumo di sigaretta, poco esercizio fisico ed errate scelte nutrizionali. Questi comportamenti non salutari possono aumentare ulteriormente la gravità dei sintomi legati allo stress, sfociando quindi in un "circolo vizioso" tra sintomi e comportamenti non salutari L'esperienza dello stress è molto individualizzata. Ciò che costituisce uno stress schiacciante per una persona può non essere percepita come stress da un’altra. Allo stesso modo, i sintomi e i segnali di stress mal gestito sono diversi per ogni individuo. Lo stress si manifesta in molte forme e colpisce persone di tutte le età e di tutti i ceti sociali. Nessuno standard può essere applicato per prevedere il livello di stress nelle persone: non serve avere un lavoro tradizionalmente stressante per sperimentare lo stress sul posto di lavoro, proprio come un genitore di un solo bambino può essere piu’ stressato di un genitore con più figli. Il grado di stress presente nella nostra vita è notevolmente dipendente da fattori individuali come la nostra salute fisica, la qualità delle nostre relazioni interpersonali, il numero di impegni e le responsabilità di cui ci facciamo carico, il grado di influenza degli altri su di noi, le nostre aspettative, la quantità di supporto che riceviamo dagli altri e il numero di avvenimenti o eventi traumatici che recentemente si sono verificati nella nostra vita. Alcune regole generali, tuttavia, possono essere tenute in considerazione. Le persone inserite in reti relazionali con un adeguato sostegno sociale riportano meno stress e un generale miglioramento della salute mentale, in confronto a quelli senza un adeguato sostegno sociale. Le persone che sono mal nutrite, con un sonno insufficiente o inadeguato o che sono fisicamente indisposte, hanno una ridotta capacità di gestire le pressioni e lo stress della vita quotidiana e possono quindi riportare livelli di stress più alti.

 

La parola stress deriva dal latino stringere che significa provocare tensione. In inglese la parola strain, significa “tensione, sforzo”. Possiamo definire lo stress come una reazione di fronte a diversi fattori, chiamati “stressori”, che preparano l’organismo a lottare, fuggire o adattarsi ad una supposta minaccia. Lo stress è uno stato di eccitazione, a partire dal quale l’organismo reagisce di fronte alle diverse esigenze della vita. È chiaro che non possiamo vivere senza una certa tensione o stress, dal momento che vivere significa essere esposti ad ogni tipo di sfida. Ogni giorno tutti dobbiamo fare fronte agli alti e bassi della vita. Lo stato di stress si instaura quando le richieste, cui il soggetto deve fare fronte, superano ciò che egli è in grado di sopportare. La società ha creato nuove esigenze che mettono alla prova la nostra capacità di sopravvivere. Pertanto lo stress sarebbe una risposta incontrollata, o non adeguata, nel processo di adattamento a certi stimoli ambientali. Pertanto esistono due dimensioni nello stress: 1) Lo stimolo o situazione minacciante. 2) La capacità della persona di reagire alla minaccia. Il tipo di risposta che diamo di fronte agli stimoli è determinante. Ognuno di noi, in base alla propria personalità, reagisce alle situazioni della vita in modo differente. In altre parole noi soffriamo per il significato che diamo alle situazioni. Spesso è il contesto sociale che predispone alle situazioni stressanti. La stessa situazione, che si rivela angustiante per alcune persone, per altre può essere fonte di piacere. Molto spesso le nostre reazioni hanno poco a vedere con i fatti reali, ma sono più il frutto delle interpretazione e dei pensieri distorti che elaboriamo. Se il soggetto interpreta una situazione come pericolosa o minacciosa, reputando che le sue risorse siano scarse per fronteggiarla, vi sarà una reazione di stress, che può essere sproporzionata e tale da creare disturbi fisici e psichici. Per esempio, la collera e l’ostilità aumentano il rischio di ipertensione arteriosa e quindi le probabilità di infarto, ma non aiutano ad affrontare un problema. Comunque, lo stress prolungato nuoce alla salute e accelera i processi di invecchiamento. La cosa più semplice ed efficace che possiamo fare per neutralizzare gli effetti dello stress è di imparare a rilassarci. “Rilassarsi significa interrompere un’attività che richiede concentrazione o un grosso sforzo fisico per fare qualche cosa di piacevole o niente del tutto. Rilassamento significa concedersi tempi e spazi per riprendersi fisicamente e psicologicamente da situazioni che sono state fonte di stress e ansia.” Dopo un intenso sforzo fisico o mentale, dobbiamo rigenerarci dedicandoci a qualcosa che ci piace e che ci permette di rilasciare tutti i muscoli, la cui contrazione - spesso involontaria- è una risposta a stati d’ansia. Imparare qualche tecnica di rilassamento ci permette di tornare nuovamente in una condizione di normalità e serenità. Esistono svariate tecniche che possono essere utili per raggiungere lo scopo. Il rilassamento muscolare progressivo (PMR), è basato sul principio che, liberando la tensione mentale e fisica, possiamo entrare in maggiore sintonia con i messaggi provenienti dal nostro organismo. Tante altre tecniche possono essere utili per evitare o neutralizzare gli effetti dello stress, che, perdurando a lungo, influenza negativamente il funzionamento del sistema immunitario e può provocare malattie, anche gravi. È importante che impariamo a percepire i segnali del corpo, anziché ignorarli. Per questo può essere utile, ogni volta che sia possibile, provare a rallentare il ritmo con cui facciamo le cose: mangiare, parlare, camminare, assaporando in pieno il momento presente. Con la pratica costante diverrà un’abitudine, che potrebbe regalarci la sorpresa di constatare che la nostra “performance” (in italiano rendimento, prestazione) è migliorata. Prestando attenzione alla vostra postura, potrete anche notare come questa sia collegata con gli stati emotivi: noterete che quando chinate la testa e lasciate cadere le spalle in avanti siete depressi, quando serrate le mascelle e stringete i pugni siete in preda alla collera. Il linguaggio del corpo rispecchia le vostre emozioni e invia messaggi a chi vi circonda. Prestando attenzione ai messaggi non verbali che voi inviate agli altri, imparando a capire il linguaggio corporeo e il comportamento del vostro interlocutore, eviterete incomprensioni e motivi di tensione.